Anziani aggrediti da una banda di ragazzi, arrestato 18enne

Romina Caprera
Cronaca
30/07/2026

Una lite scoppiata per la rottura del vetro di un centro anziani si è trasformata in una brutale aggressione a Grumo Nevano, in provincia di Napoli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, un 18enne avrebbe colpito con pugni e calci due anziani, fino a sferrarne uno al volto di un 70enne ormai a terra. L'uomo è stato ricoverato in ospedale in prognosi riservata e si trova in coma farmacologico, mentre il giovane è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio, dopo essere stato identificato grazie alle immagini di un video che ha immortalato l'aggressione. Ai microfoni di Radio Roma Sound è intervenuto Marco Di Caterino, giornalista de Il Mattino, che ha ricostruito la vicenda e analizzato il clima sociale che ha fatto da sfondo all'episodio. 

La lite degenerata in un violento pestaggio

“La vicenda è nata l'altro ieri, quando una pallonata ha mandato in frantumi il vetro di un centro anziani, ferendo un 80enne. 

Durante la prima parte del litigio, sfociato poi in una rissa, uno di questi ragazzi ha detto agli anziani: 'Ve ne dovete andare, questo è il nostro spazio, siete vecchi'.Il signor Raffaele, uno degli anziani presenti, è andato dal ragazzo per redarguirlo e da lì è nata una colluttazione.

Tutto poi è sfociato in un'escalation di violenza. Il 18enne ha aggredito Raffaele e un amico dell'anziano è uscito in piazza per difenderlo. Nel frattempo il ragazzo continuava a colpire l'80enne con pugni e schiaffi. Non contento, ha iniziato ad aggredire anche l'altro anziano, Francesco, colpendolo con violenti calci al volto.

Al momento l'uomo si trova in ospedale, con diversi punti di sutura e in coma farmacologico. Ieri sera c'è stato un piccolo miglioramento."

L'arresto grazie alle immagini 

Il presunto aggressore è stato rintracciato in poche ore grazie ai filmati che hanno documentato il pestaggio.

"Il 18enne è stato identificato grazie alle telecamere e portato in carcere con l'accusa di tentato omicidio. La prossima udienza di convalida si terrà tra cinque giorni."

"Non basta aumentare le pene"

Per Di Caterino, quanto accaduto è il sintomo di un disagio più profondo che attraversa molti territori.

"L'episodio inevitabilmente ha provocato lo sdegno tra i cittadini, ma la situazione purtroppo è questa. In tutti i comuni assistiamo a scontri generazionali: vuoi per famiglie che giocano a fare gli amici piuttosto che i genitori, vuoi per un vuoto educativo e per la poca socialità.

Una signora mi spiegava come non si senta sicura a uscire alle otto di sera, per la presenza di ragazzi che ti fissano dicendoti: 'Abbassa lo sguardo, questa è zona mia'. Non sono camorristi, ma il modello che viene applicato è quello. A questi ragazzi stiamo dando una sorta di licenza di uccidere.

Non basta aumentare i reati e le pene, non basta mettere i ragazzi in galera. Cosa risolviamo così? Quando picchi una persona con il rischio di ucciderla e il tuo primo pensiero è semplicemente tornare a casa, significa che non hai alcun rispetto per la vita. E questo nasce dalla famiglia."